
Così si è giustificato davanti al gip Massimo Cusatti, l'imprenditore settantenne agli arresti domiciliari dal 24 aprile scorso perché accusato di annotazione e utilizzo di false fatturazioni per complessivi 11 milioni di euro emesse negli anni da 2009 al 2011 sui quali non sarebbero stati pagati tre milioni e mezzo di Iva. Il gip aveva emesso un provvedimento di sequestro per equivalente di denaro e beni finalizzato alla confisca per un valore dei tre milioni e mezzo di euro. L'imprenditore, difeso dall'avvocato Alessandro Vaccaro, avrebbe anche detto che le fatture non sarebbero tutte inesistenti ma solo parzialmente. Gli arresti domiciliari per l'imprenditore erano arrivati alla conclusione di due verifiche fiscali della guardia di finanza nei confronti di altrettante società riconducibili all'imprenditore indagato che si occupavano di consulenza nel comparto del 'marketing' per conto di aziende produttrici di beni ceduti attraverso la rete della grande distribuzione organizzata.
IL COMMENTO
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