
Così, piuttosto che rincorrere i rumors, preferisco scrivere i film che, all'interno di un concorso di buon livello, uno dei migliori degli ultimi anni, più mi sono restati dentro. A cominciare da 'Le passé' dell'iraniano Asghar Fahradi e 'La vie d'Adèle' del francese Abdellatif Kechiche, per me i migliori. Ma le pellicole degne di nota non sono state poche: belli anche 'A touch of sin' del cinese Jia Zhangke, 'Like father like son' del giapponese Hirokazu Koreeda, 'Inside Llewyn Davis' dei fratelli Coen, 'Nebraska' di Alexander Payne e - perché no? - 'La Vénus à la fourrure', colpo di coda di Roman Polanski proprio in coda al Festival. 'La grande bellezza' di Sorrentino, per me, è inferiore a tutti questi anche se, va detto, si parla molto di un possibile premio per lui, magari non la Palma d'oro ma un riconoscimento per la regia o la sceneggiatura.
Sul fronte poi delle interpretazioni, due soprattutto mi hanno impressionato, davvero straordinarie: quella di Benicio Del Toro in 'Jimmy P.' e quella della giovanissima e sconosciutissima Adèle Exarchopoulos in 'La vie d'Adèle' dove fa quasi scomparire la coprotagonista Lèa Seydou, anche se nessuno li dà in pole position per un premio, preferendo loro Michael Douglas ('Behind the candelabra'), Toni Servillo ('La grande bellezza'), Berenice Bejo ('The past'), Marion Cotillard ('Le passé) ed Emmanuelle Seigner ('La Venus à la fourrure').
Ma se sul concorso le previsioni si sprecano, abbiamo già i premi della sezione 'Un certain regard', la più sperimentale del Festival, che invece ha gia annunciato i vincitori. A bocca asciutta, purtroppo, Valeria Golino con il suo 'Miele'. Ha vinto 'The missing picture' del cambogiano Rithy Pahn, storia commovente della ricerca di una foto scattata sul luogo di un massacro dei Khmer rossi da loro negato negli anni settanta.
L'Italia non resta a bocca asciutta grazie a Fabio Grassadonia e Antonio Piazza che con la loro opera prima, 'Salvo', hanno sbancato la 'Semaine de la critique' vincendo addirittura due premi: il 'Nespresso Grand Prize' che porta con sé la dote di 10.000 euro, e il 'France 4 Discovery award' con i suoi 8.000 euro per poter scrivere la prossima sceneggiatura. Se Sorrentino non vince nulla possiamo consolarci così. (Dario Vassallo)
IL COMMENTO
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