cronaca

1 minuto e 41 secondi di lettura
GIOCO AZZARDO: DALLA CHIESA, A SPEZIA IN MANO CRIMINALITA'
GENOVA
"Lo Stato sembra non prendere troppo seriamente il fenomeno del gioco d'azzardo, perché ci guadagna" lo sostiene il professore di sociologia della criminalità organizzata, Nando Dalla Chiesa, ospite del convegno 'Gioco d'azzardo emergenza sociale, che si è tenuto al Galata Museo di Genova.
 

"Il gioco d'azzardo ha forti ricadute in termini sociali - continua - ed è un grande luogo di riciclaggio. Vi sono 41 clan mafiosi che fanno affari con il gioco d'azzardo". Dalla Chiesa sottolinea come in Liguria la criminalità organizzata fa affari in questo campo "dalle indagini è venuto fuori che La Spezia é stata investita da questo fenomeno, qui la malavita fa affari con i videopoker. Nel Ponente ligure fino a ora non sono state messe in campo sufficienti strategie per contrastare la criminalità organizzata, ma dalle inchieste, stranamente non è emerso un legame diretto con il gioco d'azzardo. L'ndrangheta negli ultimi dieci anno ha messo le mani sui rifiuti, la sanità e infine quello più nuovo, la casa da gioco". Il giro d'affari del gioco d'azzardo è di oltre 76 mila euro "al fatturato legale vanno aggiunti 10 miliardi di fatturato illegalé" aggiunge. Il comune di Genova quest'anno si è dotato di un regolamento per l'apertura delle sale gioco e dal dicembre dello scorso anno é attiva la Consulta permanente per il gioco. "Ora dopo il regolamento - spiega il sindaco Marco Doria - ci poniamo l'obiettivo di poter cooperare con gli altri comuni e i soggetti che a vario titolo si occupano del fenomeno, ma serve anche una spinta dall'alto, dal parlamento".
 

La senatrice del Pd, Donatella Albano, assieme ad altri parlamentari ha presentato un disegno di legge per chiedere norme che stringano le maglie sul gioco d'azzardo, "che deve essere assolutamente normato e limitato. Stiamo cercando di fare qualcosa per fermalo, ma purtroppo non è ancora una priorità di Roma", spiega.