
E dopo l'omicidio aveva tentato di togliersi la vita, ora è piantonato all'ospedale genovese San Martino. Per i carabinieri si è trattato di un femminicidio con tentato suicidio.
All'origine del gesto la crisi nella loro relazione. Nella notte le indagini si sono subito concentrate sull'uomo, dopo che sulla scena del delitto, con il passare degli accertamenti, non venivano trovati elementi che potessero far pensare alla presenza di una terza persona, ipotesi che non era stata scartata. Patricia Mendoza, badante, è stata assassinata con un fendente alla gola. Il movente dell'omicidio sarebbe riconducibile al rapporto sentimentale tra i due che si era logorato. La vittima non ne voleva più sapere di portare avanti quella relazione cominciata in chat tre mesi prima. Era stata Patricia stessa a portare Manuel in Italia con cui divideva l'alloggio messo a disposizione dai servizi sociali del Comune. A scoprire l'omicidio, avvenuto verosimilmente nel primo pomeriggio, i figli minorenni della vittima di 8 e 15 anni.
E su Facebook arriva anche il saluto dalla figlia quindicenne. ''Mamma eri troppo giovane per morire....non dovevi lasciarci così. Tu sai che ti abbiamo voluto sempre bene e sarai sempre nei nostri cuori, nei nostri pensieri e so che ci proteggerai da lassù e sotto forma di angelo verrai ad abbracciarci e a darci la buona notte e a guidarci nel nostro cammino'', scirve la ragazza che conclude: ''Ti amiamo con tutto il cuore e tu questo lo sai....che Dio ti protegga".
Una storia di difficoltà economiche, rapporti sentimentali e voglia di ricominciare negli Stati Uniti. È il quadro della vita di Patricia Mendoza.
''Mia cugina voleva una vita nuova negli Stati Uniti e aveva chiesto a Manuel di sposarla, perché lui ha la cittadinanza americana. Lui però non voleva. Tra i due le cose non andavano bene. Lei lo aveva conosciuto in chat circa tre mesi fa e lo aveva fatto venire in Italia. Ma tra i due il rapporto non funzionava, lui si lamentava con me'', racconta il cugino della vittima, Harry Ubilla, 45 anni. ''Manuel si sfogava con me diceva che mia cugina non era mai a casa per il lavoro, che i soldi non c'erano. Qualche giorno fa, per una bolletta non pagata, le avevano staccato il gas e cucinavano con una stufetta elettrica''. Ubilla definisce Patricia, che era separata dal marito, ''una sorella''. ''Eravamo cresciuti insieme. Era stata lei a farmi venire in Italia e io per riconoscenza le ho regalato una Fiat Punto''. Adesso Harry Ubilla sta pensando di far rimpatriare la salma in Ecuador. I figli, momentaneamente affidati a una zia che abita a Rapallo, o raggiungeranno il padre in Ecuador o resteranno a Santa Margherita: ''Ho tre figli, due in più non cambiano le cose'', dice Harry.
IL COMMENTO
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