cronaca

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E' bufera dopo le rivelazioni di Alan Friedman sul ruolo giocato dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nella crisi del governo Berlusconi.

"Fumo, solo fumo". Così il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano risponde, in una lettera al Corriere, sulle rivelazioni riguardo all'estate 2011, negando che sia stato un "complotto" come accusa Forza Italia. "Nessuna difficoltà - scrive il capo dello Stato - a ricordare di aver ricevuto nel mio studio il professor Monti più volte nel corso del 2011 e non solo in estate, conoscendolo da molti anni (già prima che nell'autunno 1994 egli fosse nominato Commissario europeo su designazione del governo Berlusconi) e apprezzando in particolare il suo impegno europeistico che seguii da vicino quando fui deputato al Parlamento di Strasburgo". "Nel corso del così difficile - per l'Italia e per l'Europa - anno 2011, Monti era inoltre un prezioso punto di riferimento per le sue analisi e i suoi commenti di politica economico-finanziaria sulle colonne del Corriere della Sera", spiega ancora Napolitano sottolineando che Monti "appariva allora, e di certo non solo a me, una risorsa da tener presente e, se necessario, da acquisire al governo del Paese".

Lo stesso presidente del Consiglio Enrico Letta è poi intervenuto per difendere il capo dello Stato: "Sul Colle - dice Letta - è in corso un vergognoso tentativo di mistificazione. Il Quirinale si attivò con efficacia per salvare il Paese". E ancora: "Stupisce la contemporaneità di queste insinuazioni con il tentativo in corso da tempo da parte del Movimento 5 Stelle di delegittimare il ruolo di garanzia della Presidenza della Repubblica". "A questi attacchi - si legge in una nota - si deve reagire con fermezza".

In serata è intervenuto il segretario del Pd Matteo Renzi. "È inaccettabile l'attacco di queste ore contro il presidente Napolitano. Al Capo dello Stato, che come sempre anche in quella circostanza agì nell'interesse esclusivo degli italiani, va la più affettuosa solidarietà delle democratiche e dei democratici". Poi sale al Colle per un faccia a faccia col Presidente della Repubblica.