
Parlano i lavoratori, "Non siamo l'Ilva", e parla il sindacato di categoria che chiede "una forte assunzione di responsabilità. Si faccia chiarezza sulle questioni ambientali, la magistratura indaghi con rigore, si valutino le conseguenze dirette e indirette di ogni atto compiuto in termini di occupazione, gestione industriale e sul sistema elettrico nazionale", scrivono le segreterie nazionali di Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil mentre l'assemblea dei lavoratori della centrale esprime "sconcerto" e le rsu invitano a pensare che "ci sono 400 famiglie e altrettante nell'indotto che vivono di questa centrale, speriamo che qualcuno rifletta attentamente anche su questo".
Si ripropone così una dicotomia antica: ambiente e lavoro. Scrive il gip savonese nella sua ordinanza, "si violano in modo grossolano e sistematicamente, le norme vigenti" e lo si fa "per profitto". Da qui il dolo, contestato dai giudici ai cinque indagati, tutti accusati di disastro ambientale doloso e sanitario. E da qui, il sequestro di una centrale che è sostanzialmente dannosa per la salute pubblica.
"Non si può semplificare un tema così delicato mettendo in contrapposizione lavoro e salute. Il tema è come il lavoro e la produzione di energia vengono rese compatibili con la salute", ha detto Fulvia Veirana, segretario provinciale della Cgil di Savona E i lavoratori? Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil, durante l'assemblea intrisa di preoccupazioni e tensioni, hanno chiesto "un incontro urgente coi ministri dell'Ambiente e Sviluppo economico per dirimere immediatamente la questione e avviare un più ampio monitoraggio sulle problematiche del settore" e domani incontreranno il prefetto di Savona.
"Si respira un clima di incertezza - ha detto al termine dell'assemblea Innocente Civelli della Uil - Non sappiamo quanto durerà lo stop e se sussistono le condizioni di poter prevedere un periodo di cassa integrazione visto che il provvedimento non è dovuto ad una crisi del settore ma ad una decisione del tribunale. Una cosa è certa: non ci saremmo mai aspettati il sequestro. Ci aspettavamo piuttosto una revisione dell'Aia. Ora la preoccupazione per tutto il personale è forte".
IL COMMENTO
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