
La situazione, però, è molto tesa, tanto che, nel corso dell'ultima assemblea i sindacati sono stati duramente contestati.
"Una parte dei 200 lavoratori intervenuti - ha spiegato Silvio Firpo, segretario aggiunto Uiltrasporti - ci ha impedito di svolgere il nostro lavoro e non ci hanno fatto parlare". I sindacati erano andati a spiegare l'accordo che, spiegano Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Faisa-Cisal e Ugltrasporti, pone le basi certe affinché il Tribunale di Genova omologhi il piano di risanamento e scongiuri il fallimento. "Per il referendum ci saranno seggi fissi, ma eventualmente anche alcuni 'volanti' - dichiara Andrea Gamba, Filt Cgil - e noi confidiamo che la maggioranza sia favorevole". L'intesa, oltre al mantenimento del controllo pubblico, prevede anche il reintegro dal 1 maggio 2014 un ritorno a circa il 94% della retribuzione netta. A pesare sull'accordo, però, c'è anche il problema delle cause, intentate da oltre 200 lavoratori. "Le vertenze sono scelte individuali, noi non possiamo dire nulla - spiega Antonio Vella segretario Fit Cisl Genova - noi portiamo avanti quello che abbiamo sottoscritto. Se l'accordo verrà respinto non sarà data l'omologa dal tribunale e l'azienda rischia il fallimento".
IL COMMENTO
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