
L'azione rientra nella strategia investigativa per aggredire i beni della camorra. Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere su richiesta del procuratore della Repubblica di Napoli e del direttore della Dia. Di Caterino, evidenzia la Direzione investigativa antimafia, è coinvolto anche nelle consultazioni elettorali per il rinnovo del Consiglio comunale del maggio 2007. Le aziende sequestrate sono la Vian srl, società edile, la Cas.Rib srl, società di costruzioni e commercio immobiliare; nel provvedimento di sequestro anche 3 automezzi; 6 conti correnti.
L'intervento scaturisce da precedenti indagini svolte dalla Dia, con il coordinamento della Dda, conclusesi con l'esecuzione di un'ordinanza cautelare per 57 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo camorristico, estorsione, turbativa delle operazioni di voto mediante corruzione o concussioni elettorali, truffa ai danni dello Stato, abuso d'ufficio, falso in atto pubblico, riciclaggio, reimpiego di capitali di illecita provenienza ed altro, reati tutti aggravati dalla finalità di aver agevolato il clan dei ''casalesi''. L'indagine aveva fatto emergere che l'operazione relativa alla costruzione del mega centro commerciale aveva goduto del favore di esponenti politici di rilievo locale e nazionale (proprio grazie all'ingegnere di Caterino) che per la realizzazione della struttura avevano previsto un investimento pari a circa 43 milioni di euro a carico degli imprenditori coinvolti nell'operazione. L'ingegnere - secondo quanto emerso - grazie alle sue amicizie ed alla parentela con il sindaco di Casal di Principe, Cipriano Cristiano, aveva stabilito ''un valido contatto con politici di livello nazionale'' ed ''aveva dimostrato, in qualità di titolare di fatto dell'intero progetto, che gli interessi diretti nella realizzazione dell'opera erano riconducibili al clan dei 'casalesi'''
IL COMMENTO
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