cronaca

1 minuto e 50 secondi di lettura
La vicenda giudiziaria Scajola-Matacena prosegue tra intercettazioni, interrogatori, dubbi e dichiarazioni tramite i legali dei due che attualmente si trovano in carcere.


Ieri il sequestro di una lettera di venti righe in cui c'è scritto: "la persona potrà beneficiare in maniera riservata della stessa posizione di cui attualmente gode a Dubai. Avrà un documento di identità. Della questione si occuperà un mio incaricato e troveremo un modo per far uscire la persona dagli Emirati Arabi e farlo arrivare in Libano". Destinatario? L'ex ministro Claudio Scajola e si conclude con un "amichevolmente". Secondo gli investigatori il mittente potrebbe essere l’ex presidente libanese Amin Gemayel. Proprio lui sarebbe il terminale della "rete" tessuta per favorire la latitanza dell’ex parlamentare del Pdl Amedeo Matacena, aiutandolo a trasferirsi da Dubai a Beirut e così a sfuggire all’esecuzione della condanna definitiva a cinque anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa.

E dalle intercettazioni telefoniche riportate nell’ordinanza di custodia cautelare del giudice di Reggio Calabria emerge un vero e proprio linguaggio in codice.
Tra le conversazioni più significative quelle tra Scajola e la moglie di Matacena, Chiara Rizzo. I due temendo eventuali intercettazioni, utilizzano un linguaggio in codice e mezze frasi, ed indicano Amedeo Matacena come "La mamma".

"Sono fiducioso nell' operato della magistratura e sono sicuro che riuscirò a dimostrare la mia innocenza". Lo ha detto Matacena tramite il suo legale, l'avvocato Enzo Caccavari.


I magistrati, il procuratore di Reggio Calabria Federico Cafiero De Raho, il suo sostituto Giuseppe Lombardo e il sostituto procuratore nazionale antimafia Francesco Curcio accusano Scajola di aver favorito la latitanza di Matacena e di avere utilizzato anche la scorta dell’ex ministro che, evidenziano i pubblici ministeri, "risulta parte attiva e determinante a garantire agevoli spostamenti nel territorio italiano della moglie di Matacena".


"Totalmente false": cosi' il consigliere per la stampa dell'ex presidente libanese Amin Gemayel ha smentito le notizie secondo le quali Vincenzo Speziali avrebbe usato presunti legami familiari tra sua moglie e lo stesso Gemayel per fare accogliere in Libano Amedeo Matacena.