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Quello cui assistiamo in questi giorni sulla Costa Concordia è un classico esempio di un percorso di insuccesso: Genova è chiaramente l’unica area in Italia dove  cui può avvenire lo smantellamento della nave ma la discussione va avanti da settimane. E allora cerchiamo di cominciare a prendere delle decisioni” : è quanto affermato oggi dal presidente di Confindustria Genova, Giuseppe Zampini, presentando un convegno intitolato, appunto ‘I perché di un insuccesso’ , che si svolgerà lunedì prossimo. Altro esempio di insuccesso, per il capoluogo ligure, è quello relativo alla gronda: “Ho visto recentemente una scrivania molto ordinata con fascicoli allineati tipo ‘gronda’, ‘terzo valico’, ‘aster’, ‘municipalità’. Mi ha dato sensazione di ordine ma erano lì da molti anni. La lunghezza dei tempi delle decisioni è un insuccesso di per sé, noi chiediamo tempi certi, magari anche un ‘no’ ma che arrivi alla svelta. E da questo punto di vista, quello della gronda è il caso più eclatante’.

Intanto, oggi, sullo smantellamento della Costa Concordia è da segnalare un’altra polemica da parte del presidente della Regione Toscana Enrico Rossi: “ Portare il relitto della Concordia a Genova invece che a Piombino espone ad un rischio cinque volte maggiore – ha detto -. Io sono d'accordo che Costa, che mette i soldi, debba decidere chi è il demolitore ma il tragitto lo deve decidere lo Stato perché sono in causa ambiente e paesaggio.  E su un fronte ambientalista è intervenuto anche il presidente di Greenpeace Andrea Purgatori: "Seguiremo lo spostamento della Concordia per mare e per cielo. Siamo preoccupati, abbiamo posto molti interrogativi a partire dal perché un viaggio per Genova che durerà 6-7 giorni con rischi molto grossi. Non è una questione politica ma legata ai rischi reali se la nave dovesse avere un incidente o se si dovesse sganciare un cassone".