economia

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Ansaldo Energia deve diventare il modello al quale ispirarsi per risolvere altre criticità industriali , a cominciare dal caso Ansaldo STS – Ansaldo Breda” . E’ la tesi che con vigore hanno sostenuto ieri sera l’ex vice ministro dell’economia Stefano Fassina e il parlamentare del PD Lorenzo Basso, membro della commissione attività produttive della Camera.

Entrambi, all’epoca del governo guidato da Enrico Letta, sono stati tra i principali protagonisti del dossier che prima ha portato la maggioranza azionaria di Ansaldo Energia quasi interamente in mano a Cassa Depositi e Prestiti e più recentemente ha consentito l’alleanza industriale dell’azienda con il colosso cinese Shanghai Electric . Sulla mancanza di una vera e propria politica industriale si sono detti d’accordo non solo i due parlamentari ma anche il segretario regionale della CGIL Federico Vesigna, il quale ha soprattutto lamentato “l’assenza di una visione strategica”. La parola visione ha caratterizzato la tesi sostenuta da Giuseppe Zampini, amministratore delegato di Ansaldo Energia e attualmente anche presidente di Confindustria Genova. Zampini ha ripercorso le fasi turbolente che hanno portato l’azienda genovese ad una prospettiva di sviluppo superando la strettoia prima della crisi degli anni novanta e poi la lunga fase in cui ha dovuto muoversi avendo perennemente affisso sulla porta il cartello vendesi, visto che Finmeccania voleva cederla per fare cassa.


“Il modello Ansaldo Energia è replicabile – è stata la conclusione di Fassina –e abbiamo il dovere come classe politica di impedire che una simile felice esperienza vada dispersa. Non agganceremo mai una crescita vera e solida se non sapremo conservare in questo paese una quota importante di manifatturiero”.