
Mancano, infatti, i soldi per pagare gli stipendi: ad oggi non è ancora stato pagato il mese di agosto, ma la situazione è destinata a peggiorare.
L’azienda occupa circa 60 dipendenti. L’annuncio di Esaote di affidare la produzione ad un’azienda lombarda ha indotto in un primo momento la proprietà a comunicare alla rappresentanza sindacale unitaria la cessazione dell’attività entro il mese di ottobre. Poi si era resa disponibile a proseguire fino a fine anno l’attività, manifestando inoltre la disponibilità ad aprire un tavolo di trattativa già nel mese di settembre. Un impegno per ora disatteso con, unico atto concreto, il mancato pagamento degli stipendi di agosto.
Per questo oggi i dipendenti sono scesi in sciopero.
IL COMMENTO
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