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Le firme sono tante, in pratica tutte quelle che rappresentano il mondo di commercianti, professionisti, artigiani e industriali in provincia di Genova. Sostenuto anche dagli Ordini dei Commercialisti che operano nelle zone dei Comuni alluvionati (scarica). Firme in calce a una 'lettera aperta' della Camera di Commercio e delle Associazioni di categoria degli industriali, degli artigiani e dei commercianti della provincia di Genova ai presidenti del Consiglio e della Regione Liguria, e al sindaco di Genova. 

"Confidando nell’impegno assunto dal Consiglio dei Ministri il 15 ottobre scorso - e riportato in un comunicato stampa della Presidenza del Consiglio - di chiedere al Ministro dell’Economia e delle Finanze Pietro Carlo Padoan che venisse disposto il differimento dei termini del versamento dei tributi statali nelle zone interessate da calamità alluvionali, tra le quali Genova", si legge nella lettera, "molti sostituti d’imposta – alluvionati e no – non hanno effettuato il versamento delle ritenute Irpef, apprendendo solo successivamente, dalla lettura del Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 20 ottobre, che l’adempimento in questione andava, invece, regolarmente effettuato".

Quanto affermato dal mondo economico genovese nella lettera trova conferma nel sito della presidenza del Consiglio dei ministri (foto). "In seguito alle calamità alluvionali che hanno colpito molte zone del Paese, e tutt’ora in corso, il Consiglio dei Ministri ha chiesto al Ministro dell’Economia e delle Finanze Pietro Carlo Padoan di disporre il differimento dei termini del versamento dei tributi statali nelle zone interessate nelle regioni Liguria, Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Veneto, Friuli Venezia Giulia. Il decreto individua i comuni nei quali, da domani 16 ottobre, i cittadini e le imprese potranno rinviare i pagamenti di imposte e tributi statali (Iva e altro), da effettuare entro la fine dell’anno".

Come spesso accade in Italia, è tra le pieghe della burocrazia si nasconde l'inganno. E le associazioni nel frattempo hanno chiesto chiarimenti. "Il 4 novembre scorso, la Direzione Regionale dell’Agenzia delle Entrate, immediatamente interpellata al fine di dirimere la vicenda, ha comunicato che i soggetti in questione dovranno regolarizzare la propria posizione a mezzo di ravvedimento operoso, versando una sanzione. Riteniamo inaccettabile che le imprese debbano subire, oltre il danno causato dagli eventi alluvionali, anche le conseguenze di un inconveniente sorto al livello delle massime cariche di Governo".

Le associazioni non ci stanno e alzano la voce. Alla richiesta di un "fermo intervento presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze affinché sia trovata tempestivamente una soluzione che non penalizzi ulteriormente il tessuto economico della nostra città" si aggiunge anche l'amara constatazione che "a oggi, non si è avuto ancora il riconoscimento dello stato di calamità e non sono state emanate misure specifiche da parte del Ministero del Welfare in merito agli adempimenti contributivi delle imprese alluvionate".

Tra le prime cose che un genitore insegna al proprio figlio c'è la regola del "rispetto dei patti presi". Regola che di fatto sostiene l'organizzazione di uno Stato, di un Paese. Quel rispetto delle regole, e dei decreti sottoscritti, che chiedono al ministero e al Governo i presidenti provinciali di Ascom, Associazione Artigiani, Camera di Commercio di Genova, CNA, Confesercenti, Confindustria, Ordine dei Consulenti del Lavoro. Troppe voci per rimanere inascoltate, soprattutto dalle istituzioni locali.