cronaca

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Una delle beffe dell'ultima alluvione che travolto l'entroterra genovese arriva da Mignanego. Una borgata come Vetreria è tuttora impegnata a spalare fango: sotto la melma sono finiti negozi, magazzini e garage.

Serve acqua per pulire e l'unico accesso è dato da una bocchetta anti incendio grazie a contratto stipulato dal titolare di un mobilificio. Lì si sono attaccati a poche ore dall'inondazione i Vigili del Fuoco per liberare gli spazi dal fango. Avrebbero voluto fare lo stesso anche gli uomini della Protezione Civile, ma tutto si è bloccato. Motivo? Il titolare di quel contratto nonostante lo stato d'emergenza è stato informato che il soggetto gestore, Iren, provvederà a uno sconto in bolletta ma senza parlare di gratuità a prescindere dall'emergenza nota a tutti. E dunque l'imprenditore, dopo l'alluvione, subita non ha alcuna intenzione di pagare una bolletta che proprio perché si parla di un bocchetta anti incendio ha costi decisamente più alti del normale.

Conseguenza, a Mignanego, non si lavora o se la gente vuole farlo è costretta a cercare altrove l'autospurgo e carichi da più lontano nonostante l'acqua sia presente sul posto.

Iren contatta da Primocanale ha ribadito che per l'emergenza tutti i consumi d'acqua sono congelati e non verranno conteggiati costi aggiuntivi per la pulizia. Ma sul caso specifico di una bocchetta anti incendio che va oltre il provvedimento preso nessuna risposta: "Valuteremo nei prossimi giorni".

Ma il fango resta lì. In attesa di decisioni.