
Come si batte, dunque, la banda Allegri? Innanzitutto con la forza dei nervi distesi. La Sampdoria è lassù con merito e la vittoria di Verona ha confermato che la squadra blucerchiata potrà essere protagonista fino all'ultimo. Non vincere al Bentegodi, insieme a un passo falso domenica prossima, avrebbe reso la classifica più "triste". Invece le urla di Mihajlovic nell'intervallo hanno rianimato una squadra che si era temporaneamente smarrita.
E' chiaro, l'impresa non è facile. Due anni fa la Juventus venne piegata da due gioielli di un centravanti che ai tifosi della Sampdoria è meglio non nominare, Mauro Icardi; l'anno scorso invece, le traverse fermarono la squadra di Mihajlovic che stava uscendo a tempo di record dalle secche della bassa classifica. E quest'anno? Ecco cinque idee per fare la festa a Pirlo e compagni, anche se Mihajlovic di certo, saprà come fermare un avversario così prestigioso.
Punto 1: fermare Pirlo. Due anni fa Delio Rossi collocò sulle piste del regista addirittura Eder. Magari non ci sarà un replay ma la morsa Palombo-Obiang potrebbe aiutare la squadra a spegnere la fonte del gioco Juve. E attento Romero: le "maledette" punizioni del numero 21 bianconero dovranno essere pane per i suoi denti( e per i suoi guantoni).
Punto 2: contraerea in azione. La Sampdoria ha tre centrali ottimi sulle palle alte: Gastaldello, Silvestre e Romagnoli, che soprattutto a inizio stagione, non facevano passare un pallone. Ora qualche "scivolone" c'è stato ma, ad esempio, sulle possibili zuccate di Llorente o le incursioni di Bonucci, servirà tanta attenzione. Mancherà Chiellini, squalificato. Una buona notizia.
Punto 3: testa fredda e cuore caldo. La Sampdoria parte sfavorita ma non troppo, il clima dello Juventus Stadium è di quelli che possono incutere timore ma i blucerchiati non devono perdere la trebisonda. Due anni fa la Samp vinse addirittura in 10 contro 11: una specie di miracolo ma serve anche la cosidetta "garra", quella voglia furente che, ad esempio, tirò fuori i blucerchiati nella passata stagione dalle secche della classifica.
Punto 4: i tre tenori a caccia di gol. Eder, Okaka e Gabbiadini, mai a segno tutti insieme come è accaduto lunedì scorso a Verona. Un trio completo, capace di segnare in tutti i modi, che probabilmente verrà sciolto dal mercato di gennaio ma che, sul palcoscenico al momento più nobile del nostro calcio, vuole essere protagonista della recita più importante.
Punto 5: la voglia matta di Sinisa. Il tecnico è il vero totem di questa squadra: il Presidente Ferrero si è affidato in toto nella mani dell'allenatore serbo venendone ripagato con una squadra che gioca bene e fa punti. Quella della Juventus, la scorsa estate, sarebbe potuta essere la sua panchina: meglio per la Samp e forse meglio anche per lui che sta continuando a crescere a Genova e a dimostrare che può diventare uno dei migliori tecnici europei. Da ex grande giocatore sfidare la Juventus è affascinante, entusiasmante e fornisce una carica pazzesca. Una voglia da trasmettere ai giocatori per tentare l'impresa.
Cinque idee, cinque mosse per fermare la Vecchia Signora. Per restare in alto, per continuare a sognare e per dimostrare che essere lì, tra le prime della classe fin dall'inizio della stagione, non può essere un caso.
IL COMMENTO
La scienza dei sondaggi: ecco come lavoriamo per raccontare la realtà insieme a Primocanale
La Costituzione, Salis in Lottomatica e la politica di cui non puoi fidarti