
Schettino ha anche dichiarato di essere pronto a prendersi la sua quota di responsabilità, difendendo però l’operato suo e del suo equipaggio: “Il successo dell’operazione dipendeva anche dagli uomini nei posti-chiave. Servì coraggio a stare sotto la Concordia che si stava ribaltando anche perché, tranne le scialuppe e il nostro equipaggio, nel mare del Giglio non ho visto altre imbarcazioni che fossero venute a soccorrerci. Quindi chiamai la capitaneria di Porto S. Stefano per dire che la nave si era abbattuta e che, vista la presenza di gente in acqua, era necessario perlustrare la zona tra terra e nave. Era l’unica cosa che potessi fare in quel momento considerando che, ovviamente, l’imbarcazione in quella posizione ci mette del tempo per affondare”.
IL COMMENTO
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