
Un contadino a palazzo Tursi: così Marco Loconte si candida a sindaco di Genova. "Un contadino genovese che si è rotto le zappe… e ora si candida a seminare il cambiamento!", è questo lo slogan di Loconte, che annuncia la sua candidatura. Come sempre sarà necessario, per il contadino, raccogliere le firme necessarie.
La scelta di candidarsi
"Mi candido perché amo questa terra e non voglio più vederla sprecata, svenduta, asfaltata o avvelenata. Mi candido perché voglio portare in Comune il punto di vista di chi lavora con le mani nella terra e con la testa nei bisogni veri delle persone - spiega Marco Loconte -. Sono ormai anni che non mi riconosco più nei partiti italiani e sento il bisogno di rimettere al centro i valori fondamentali: la terra, la dignità, la comunità". Nel 2016 dà inizio ad un progetto che aveva immaginato a vent’anni ma che fino ad allora non si era sentito pronto a vivere come scelta di vita, ha fondato “Verdure Naturali” una realtà che non è né un’azienda agricola classica, né un agriturismo classico, ma una vera realtà contadina genovese, dove, insieme alla famiglia, produce cibo per loro stessi seguendo i ritmi della stagionalità. "Non faccio nulla di speciale, faccio quello che ogni contadino genovese nella storia ha sempre fatto: coltivare per la propria famiglia e vendere ciò che abbonda" ha spiegato Marco Loconte.
L'idea di un disegno di legge che porta il suo nome
Negli ultimi mesi Loconte sta lavorando a un disegno di legge regionale che gli sta particolarmente a cuore: "Voglio far approvare la Legge “Loconte” per il riconoscimento del Contadino Ligure. Una proposta concreta che mira a ottenere il riconoscimento regionale di questa figura fondamentale per il nostro territorio. Parallelamente, a livello nazionale, l’obiettivo è far riconoscere ufficialmente la figura del Contadino ligure, con le sue specificità storiche, culturali e ambientali" ha proseguito il contadino genovese. La candidatura di Marco Loconte nasce dal mondo contadino, ma porta con sé una visione per ogni aspetto della città: "Voglio una Genova più giusta, sostenibile, autonoma, che rimetta il cibo, la terra, la salute e i diritti dei cittadini al centro della vita pubblica. Il mio programma è composto da 10 punti concreti e radicali, pensati per chi vive Genova ogni giorno: nei quartieri, nei vicoli, nei campi, nei mercati. Sono il frutto di anni di esperienza sul campo e di ascolto delle persone. Parlano di terra, giustizia, mobilità, salute, ambiente e dignità" ha chiosato il contadino genovese.
Il programma in dieci punti
1 – Tavolo permanente sul cibo dei Genovesi composto da contadini VERI che conoscono realmente le dinamiche necessarie per portare sul tavolo dei genovesi del cibo sano.
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2 – Divieto di utilizzo sul territorio del Comune di Genova di plastiche monouso e contenitori usa e getta di qualunque materiale, esclusi i contenitori in carta riciclabili sul territorio genovese, con conseguente riduzione del 50% dell’importo della TARI!
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3 – Divieto di circolazione sul territorio del Comune di Genova (Autostrade comprese) dei mezzi pesanti in entrata e in uscita dal porto nelle ore di punta:
dalle 07:00 alle 09:00, dalle 12:00 alle 14:00 e dalle 16:00 alle 19:00.
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4 – Autostrade gratuite su tutto il territorio del Comune di Genova.
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5 – Stop immediato di tutti i cantieri stradali sul territorio del Comune di Genova, comprese le Autostrade, perché causa principale di incidenti.
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6 – Insediamento di un Tavolo Tecnico con i comitati territoriali che programmi i cantieri senza creare disagio ai cittadini e rischio per la salute pubblica.
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7 – Accesso alla terra per i contadini genovesi e resistenza ai cambiamenti climatici. Tassa comunale di 10 euro al giorno per ogni 1000 metri quadrati di terreni abbandonati nel territorio del Comune di Genova, con proprietà da almeno 5 anni.
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8 – Genova Città Autosufficiente! Avviare un tavolo permanente con comitati e cittadini per capire come arrivare all’autosufficienza dei territori urbani e rurali della città di Genova in ambito energetico e alimentare.
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9 – Basta multe e vigili urbani che siano più sulle strade!
I vigili devono stare per strada, non seduti dietro una scrivania a contare i soldi dei genovesi.
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10 – Parcheggi in aree strategiche a costo massimo di 5 euro al giorno
e più mezzi pubblici, più efficienti, in un’ottica di diminuzione del traffico cittadino e quindi meno inquinamento.
"Sono un contadino che si è rotto le zappe, ma non si è arreso. Ora voglio coltivare un’altra cosa: il futuro di Genova".
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