
"Vive lì - spiega il suo legale Sandro Clemente - e l'ho sentito alcuni giorni fa. Dopo la scarcerazione è stato espulso dal territorio italiano. Per rientrare in Italia, dopo due anni dall'espulsione, deve chiedere un permesso al ministero dell'Interno. Ma ora non è in condizioni di farlo. E, se domani lo facesse, probabilmente il permesso gli sarebbe negato".
Zarquaoui era stato arrestato una prima volta nel 2002, ed ha scontato una prima pena inferiore ai due anni per la sua militanza in ambienti estremisti islamici. È stato poi arrestato anche in Francia. L'ultimo arresto risale al 2007, per effetto di un mandato europeo ottenuto dalla procura di Milano: Zarga era considerato il braccio destro di Sabri Dridi, 45 anni, capo di un'organizzazione terroristica espressione in Italia di Al Quaeda. Fu arrestato per associazione per delinquere finalizzata alla sovversione dell'ordine costituito, detenzione di materiale sovversivo e documenti falsi, favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Per gli inquirenti operava a livello internazionale, tra Italia, Francia, Belgio, Olanda, Inghilterra. Fu condannato a 5 anni e 11 mesi, pena confermata in appello e interamente scontata.
MAGGIORE SICUREZZA ALLA STAZIONE BRIGNOLE - Un imponente servizi di controllo, alla luce degli attentati islamici di Parigi, è stato messo in atto dalla polizia all'interno della stazione ferroviaria di Genova Brignole. Gli agenti di Polfer, delle volanti, del Reparto Prevenzione Crimine con l'ausilio di carabinieri e guardia di finanza hanno controllato decine e decine di passeggeri che si trovavano a transitare per lo scalo ferroviario. L'attenzione, in particolare, si è concentrata su soggetti stranieri di area mediorientale e nordafricana. Tutti i dati e i nominativi raccolti dalle forze dell'ordine (compresi anche i piani di viaggio delle persone) saranno poi inviate alla Digos di Genova che ha un'attività informativa in essere proprio per monitorare la presenza di eventuali movimenti eversivi di matrice islamica a Genova.
ATTENZIONE DIGOS SUL SAVONESE - Nel frattempo le attenzioni degli investigatori della Digos di Genova sono puntate sul ponente, nella zona del Savonese dove risiederebbero alcuni albanesi di fede islamica che avrebbero destato alcuni sospetti negli inquirenti per le loro frequentazioni e per alcune frasi captate sui social network
IL COMMENTO
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