
L'iniziativa è stata decisa per difendere i posti di lavoro a rischio alla centrale. L'azienda ha fatto sapere che dal 28 febbraio non pagherà più gli stipendi. La centrale coinvolge 800 lavoratori, 250 diretti e il resto di società esterne. Ora in centrale è in atto la cassa integrazione.
Sulla centrale è in atto un sorta di contrapposizione tra il ministero dello Sviluppo economico e quello dell'Ambiente. Il primo che ha individuato norme più blande rispetto alle prescrizioni per l'Aia dettate dal secondo. Il caso è rappresentato dalla costruzione della copertura del carbonile: il 31 dicembre scorso lo Sviluppo economico ha detto che l'azienda ha 30 mesi di tempo per realizzarlo, nello stesso giorno l'Ambiente ha dato tempo fino al marzo 2015.
IL COMMENTO
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