
La stagione estiva ormai agli sgoccioli ha regalato soddisfazioni agli albergatori liguri: “Il clima ci ha aiutato, tanti stranieri e italiani hanno scelto la Liguria. In tempi di vacche grasse non ci siamo accorti della concorrenza sleale”. Che, invece, pesa durante la bassa stagione: “Quando l’offerta è più ampia, perché in inverno a fatica riusciamo a riempire il 50% dei posti, allora vince chi fa il prezzo più basso. Noi alberghi regolari non possiamo giocare sul prezzo: dobbiamo pagare tasse e contributi”.
Obblighi che, secondo Papa, molte strutture ricettive a buon mercato non rispettano. “Noi guardiamo i dati, dovrebbe farlo anche il Comune. A spanne, a Genova ci sono circa mille posti letto abusivi. Difficilmente questi albergatori improvvisati fanno versare l’imposta di soggiorno, o la Tasi maggiorata come per gli esercizi commerciali. Molti non registrano gli ospiti anche se la legge lo prevede, o non rispettano le norme di sicurezza”.
Sul boom dei bed&breakfast ha pesato la crisi. Molti disoccupati cercano di mettere a reddito abitazioni in disuso. Così come fioccano torrette, attici e mansarde adibite ad alberghi. “Non vogliamo mettere alla gogna gli affittacamere. Siamo sul libero mercato, ognuno può fare impresa. Chiediamo controlli e regole uguali per tutti", continua Papa. E invoca una collaborazione capillare: “Anche gli amministratori di condominio dovrebbero segnalare: è chiaro che un’abitazione dove entrano persone diverse ogni tre-quattro giorni nasconde qualcosa. Ci sono tanti modi di condurre gli accertamenti”.
“Il mostro non si può uccidere, abbracciamolo – conclude Papa – ma ci siano leggi chiare e precise. Poche, ma uguali per tutti”.
IL COMMENTO
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