
Svolta a sinistra? “Sì. Una svolta e un passo avanti, importante e impegnativo. Intorno a questo gruppo si uniranno tanti altri. Sarà il punto di riferimento di una sinistra che, finora, non ha un partito organizzato. Lo auspicavo da tempo”, ha detto a Primocanale. Il mal di stomaco verso il Pd dei renziani è ormai noto: “C’è chi dice di essere di sinistra, poi vota leggi che di sinistra non hanno nulla, che tornano indietro sulla scuola, che affossano i diritti dei lavoratori. Prima si definiscono i valori, poi le politiche”.
Valori che saranno davvero di sinistra, a sentire Cofferati, Fassina e dintorni. Ancora da definire, invece, i rapporti con le altre forze in gioco. A partire da Civati, che “non può non unirsi a noi”, diceva ieri D’Attore. Rispetto al Pd prevale il concetto di alternativa. “Loro ormai sono un laboratorio aperto verso il centro”, dice il “cinese”. Del resto si respira la fiducia di chi vuole camminare con le proprie gambe: “In Liguria Pastorino è arrivato alla doppia cifra, non vedo perché non dovremmo riuscirci altrove avendo più tempo per lavorarci. Ci sono le condizioni per organizzarci bene”.
Già, la Liguria. Savona sarà il primo banco di prova. Poi Genova, e dopo chissà. Si riparte dal dissenso paitiano, ma soprattutto “da un Pd che non ha ancora definito il suo orizzonte – sottolinea Cofferati – e che ha perso per sua completa responsabilità. I rapporti tra cittadini ed elettori hanno subito un profondo degrado. Hanno dato la colpa a noi, eppure dovrebbero ringraziare Pastorino per aver impedito che i voti scivolassero verso l’astensionismo o il Movimento 5 Stelle”.
IL COMMENTO
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