
“Sono 13 anni che sto dietro a questa cosa e devo dire che 'è un grande risultato”, afferma a Primocanale Andrea Agostini di Legambiente, che spiega le ripercussioni di questa sentenza. “Si mette una pietra tombale su qualsiasi cosa, al di là degli accordi che il Comune aveva fatto. Poi si apre un discorso su possibili risarcimenti civili, ma sono questione tecniche che verranno valutate dagli avvocati. Questa sentenza è poi una benedizione per l'appello del 13 aprile presso la Corte dei Conti e lì c'è un milione e mezzo di euro di danni richiesti”.
“Le aree verdi a rischio sono un numero incredibile, ma sappiamo da questa sentenza che c'è la possibilità di bloccare penalmente le cementificazioni. Continueremo a combattere perché il verde vinca sul grigio”, prosegue Agostini. “Può diventare un simbolo, è una sentenza pilota dal punto di vista giuridico, visto che è la prima volta che vengono condannate persone del Comune, della società e della Soprintendenza”.
I condannati sono Maria Teresa Gambino, amministratore della società Sistema Parcheggi, Giorgio Rossini e Maurizio Galletti, entrambi ex Soprintendenti ai Beni culturali, Rita Pizzone, ex funzionario della Soprintendenza, Giorgio Gatti, ex funzionario del Comune.
IL COMMENTO
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