
La parte più interessante del parere riguarda però il richiamo fatto dall'Antitrust all'Autorità Portuale sui tempi degli affidamenti. Si legge infatti nel parere: “si invita a considerare con estrema cautela richieste di durata superiori a 10-15 anni a meno che non siano giustificate da investimenti immediatamente verificabili e di notevole entità”. 10-15 anni, non di più. È, dunque, questa la durata consigliata dall'Antitrust per la concessione dei bacini genovesi.
Palazzo San Giorgio aveva previsto la possibilità di prolungare da un minimo di 5 anni ad un massimo di 25 anni la durata della concessione. Ed è proprio su questo punto che arriva il richiamo dell'Autorità garante della concorrenza, che sottolinea come sia necessario bilanciare adeguatamente “l’esigenza di poter contare su capitali privati ai fini dello sviluppo dell’attività di riparazione e l’apertura alla concorrenza del mercato in questione”.
In ultima analisi, l'Antitrust auspica che l'Autorità Portuale genovese “prenda in considerazione le osservazioni sopra formulate, al fine di garantire un efficace sviluppo delle condizioni concorrenziali, sia con riferimento alle possibilità di accesso ai bacini riservati ai servizi di interesse generale che con riguardo alle procedure per l’affidamento in esclusiva dei bacini di carenaggio”, scrive l'Antitrust che consiglia infine di mantenere l'uso pubblico del bacino 2, in quanto è quello dove confluisce la maggior parte dei natanti del segmento yacht/imbarcazioni.
IL COMMENTO
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