
Secondo le prime indiscrezioni, nel tardo pomeriggio di ieri il peschereccio si trovava a circa 4 miglia dalla costa quando è stata avvicinata da una motovedetta e scortata verso il porto di Nizza. Il comandante è Ciro Lobasso. L'imbarcazione era stata protagonista di un episodio analogo già nel gennaio del 2001. Per il momento non sono presenti comunicazioni ufficiali sull'accaduto. In questo momento le autorità dei due Paesi sono in contatto.
Dalla Francia arrivano però le parole de comandante Ciro Lobasso. "Sono saliti a bordo e ci hanno chiesto con arroganza se nascondevamo armi. Anzi, volevano che tirassimo fuori le armi. Poi hanno minacciato di metterci le manette e dopo aver preso il comando dell'imbarcazione ci hanno portati al porto di Nizza", afferma il comandante.
"Eravamo in acque italiane - prosegue Lobasso - tanto è vero che lo scorso anno, nello stesso punto in cui ci trovavamo ieri, non ci è stato contestato nulla. Da ieri sono fermo qui a Nizza, con i miei due membri di equipaggio e non ci dicono nulla. Da parte loro è stato un abuso di potere e un sequestro di persona avvenuto in acque italiane e noi abbiamo le prove per dimostrare che non eravamo in Francia. Perché è tutto registrato".
LA REAZIONE DI ANAPI - "Ha pescato in Italia, completando la traina della rete in acque territoriali, poi è 'transitato' in acque francesi nella fase di salpata, senza violare leggi". Lo afferma l'associazione di pescatori Anapi riguardo al peschereccio Mina di Sanremo, sequestrato dalle autorità francesi in acque di confine.
"I pescherecci hanno l'apparecchio 'Blue Box' che serve per verificare i tracciati di pesca e il sistema Ais - spiega Alessandro Cappelli dell'Anapi -. E' facile capire come il traino sia finito in acque italiane per via della velocità di appena due o tre nodi del peschereccio, poi nella fase di salpata, che dura oltre un'ora, la velocità aumenta e si potrebbe anche sconfinare ma questo è transito e non pesca.
Ripeto in tutte le sedi cercheremo di contestare metodi pirateschi nella comunità europea".
Fin da ieri sera, attraverso vhs o cellulari, la notizia del sequestro del peschereccio Mina di Sanremo da parte della gendarmeria francese ha fatto il giro della flotta ligure da pesca, da ponente a levante. "Al di là della solidarietà - dice Alessandro Cappelli, consigliere nazionale Anapai Pesca e comandante di un peschereccio a strascico di Sestri Levante - il caso del Mina è da segnare nei sequestri di mezzi e persone. Il primo racconto fornito da altri pescatori che si trovavano in zona impegnati nella pesca del gambero rosso in fondale di 500 metri - dice Cappelli - parla di apparati radio staccati e cellulari dell'equipaggio sequestrati senza possibilità neppure di avvisare le famiglie, preoccupate anche per le difficili condizioni del mare".
IL COMMENTO
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