
La frecciata verso il suo avversario nella sfida, Livio Di Tullio, arriva senza che l'attuale vicesindaco venga mai nominato ma il riferimento a tratti sembra fin troppo chiaro. "Considero aberrante che il consenso si ottenga promettendo ruoli e posti invece che progetti" dichiara la 42-enne dirigente regionale che ha deciso di intraprendere questo percorso politico.
"Serve un segnale di cambiamento forte nel modo di fare politica. Ho fatto tante cose nella vita soprattutto studiare e lavorare e ne sono fiera. La politica non è un mestiere per pochi e se sempre gli stessi provano a mantenere la loro posizione si allontanano le persone dalla politica e non si premia il merito. Bisogna cambiare le persone il metodo di scelta", sottolinea la candidata.
Già, anche se la scelta del suo nome a Savona sembra essere piovuta dall'alto e non dalla base. La sua squadra di lavoro ancora non è ufficiale, ma se "bisogna cambiare le persone" nelle prime file invece si scorgono i soliti noti.
Oltre ai suoi sponsor politici da Fulvio Briano a Federico Berruti, ecco l'assessore al bilancio Luca Martino, l'ex sindaco Carlo Ruggeri, i consiglieri comunali Federico Larosa, Stefano Demontis, Pierluigi Pesce, Giovanni Maida.E poi una serie di sindaci del savonese da quello di Bergeggi, Roberto Arboscello, fan della prima ora, a quello di Albenga Giorgio Cangiano assieme alla capogruppo locale del Pd Emanuela Guerra, e poi il sindaco di Millesimo Righello e quello di Celle Ligure Zunino.
Cristina Battaglia, dal look informale con cardigan chiaro, jeans e stivaletti, per presentarsi non ha scelto un luogo qualsiasi, ma quel palazzo dove a giugno lei spera di sedersi con la fascia tricolore.
Il sindaco uscente l'ha già indicata come sua erede. Lei parla da sola davanti ad un leggio. Nessuno la introduce. E arriva il momento dei temi della Savona del futuro.
"Il futuro di Savona - ha raccontato - si muove attraverso il porto il turismo, il welfare, una citta giusta e più vivibile, pronta all'ascolto dei quartieri aprendo un tour nelle varie realtà".
Un tour per farsi conoscere di più visto che lei da Savona manca da parecchio tempo lavorando a Genova in Regione.
In platea non sono tutti suoi fan. Il segretario comunale cittadino del Pd Barbara Pasquali è presente come figura politica pur non avendo mai visto di buon occhio una candidatura imposta dall'alto. Qualcuno parla addirittura di 'infiltrati' venuti a spiare il nemico. Possibile, del resto fa parte delle regole del gioco.
Intanto il consigliere di Onzo Arnaldi si ritira dalla corsa per le primarie e annuncia sostegno alla Battaglia.
Le grandi manovre in vista del 3 aprile sono iniziate. Dopo la paella di Di Tullio ecco il tour della Battaglia. E siamo solo all'inizio.
IL COMMENTO
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