
I documenti elencano una serie di rilievi sollevati dal Collegio, la documentazione richiesta e le presunte (dai revisori) mancanze, omissioni e ritardi dell’ente nel provvedere. Tutte le segnalazioni riguardano scelte fatte dalla precedente gestione (Luigi Merlo) dell’ente e per lo più confermate dal commissario straordinario Giovanni Pettorino.
Il caso più noto e spinoso è quello dei contributi assentiti dall’Autorità Portuale alla Culmv, che ha portato il Collegio a segnalare il caso a Corte dei Conti e Procura per il possibile danno erariale causato. I revisori contestano le erogazioni concesse nel 2014 (4,3 milioni di euro) e nel 2015 (3,6 milioni) alla Compagnia Unica perché il taglio della forza lavoro che avrebbe dovuto accompagnarle sarebbe stato inferiore al dovuto. Secondo l’ente e la Culmv, però, il personale da tagliare va calcolato sugli operativi in banchina e non sull’insieme della forza lavoro come pretendono i revisori. L’Authority ha reso noto di essersi rivolta al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per un parere chiarificatore.
Altro caso che ha portato ad una segnalazione alla Procura della Corte dei Conti riguarda l’autoparco che l’Authority sta allestendo all’Aeroporto. A causa di omissis e della mancata pubblicazione di atti e delibere collegate il rilievo non è chiarissimo, ma dal verbale sembra evincersi che i revisori ipotizzino un danno erariale legato all’investimento di quasi 600mila euro che Palazzo San Giorgio ha avviato su un’area di una sua controllata quale è appunto l’Aeroporto.
Non ha portato (finora) a segnalazioni ad organi giudiziari, invece, il caso di una posta di oltre 3,6 milioni di euro classificata dall’Autorità Portuale come sopravvenienza. Si tratta degli interessi, riconosciuti in sentenza, sui 70 milioni di euro che l’Autorità Portuale ha ottenuto (non senza un lungo contenzioso) dal Governo a valle dell’accordo per Cornigliano. I 70 milioni sono ‘bloccati’ in attesa di un via libera dal Ministero dell’Economia, ma Palazzo San Giorgio aveva ritenuto di esser per contro libero di impegnare i frutti finanziari di tale cifra, destinandoli alla realizzazione della nuova torre piloti. I revisori, invece, segnalando che occorrerebbe prima dell’impegno il via libera di Mef e Mit, sostengono che tale cifra “non possa essere considerata una sopravvenienza” e che, quindi, occorra rivedere “tanto il piano delle opere che il bilancio di previsione 2016”. Proprio in queste ore l’Authority ha annunciato di aver ricevuto il parere positivo del Mef, il che dovrebbe far decadere il rilievo.
Toccato anche il caso della gara per la realizzazione della Piattaforma Ecologica di Calata Oli Minerali, l’unico su cui Pettorino abbia segnato una netta discontinuità con Merlo, annullando la procedura finita nel mirino dell’Anac. Malgrado questa scelta i revisori contestano che il loro invito “a procedere al conseguente adeguamento del piano delle opere e del bilancio di previsione 2016” non sia stato accolto da Palazzo San Giorgio. Che, però, non lo ha fatto perché si è in attesa del giudizio del Tar cui si sono rivolte le aziende (Gruppo Santoro) aggiudicatarie della gara annullata.
Denso, infine, il capitolo dipendenti. Ha portato ad una segnalazione alla Corte dei Conti la “tardività degli atti e la non corretta gestione amministrativa” di una procedura di revoca riguardante l’alloggio di servizio concesso ad un paio di dipendenti, mentre i revisori segnalano di essere in attesa di aggiornamenti sulle procedure di recupero di 270mila euro al cui pagamento la Corte dei Conti ha condannato due dipendenti e di non aver avuto riscontro in merito ad un “Decreto commissariale di attuazione recupero del cosiddetto Superminimo”, una posta concessa ad alcuni dipendenti che secondo i revisori andrebbe restituita. Anche in questo caso il procedimento è in stand by in attesa di un parere dell’Avvocatura dello Stato.
Contestato, inoltre, “l'impegno complessivo di euro 2.138.238,34 a carico del bilancio 2015 relativo alle quote variabili” dei premi a dirigenti, quadri e impiegati. Per il Collegio “non può essere dato corso al pagamento delle somme sino all'approvazione dell'accordo contrattuale da parte del Comitato Portuale, previo esito della valutazione del Collegio dei Revisori”. Secondo i revisori, cioè, tale importo non va erogato, ma l’Autorità Portuale l’ha accantonato in caso che i destinatari avviino e vincano una lite giudiziaria al riguardo.
Non è invece stata ancora pubblicata la relazione stilata da due ispettori della Ragioneria Generale dello Stato, riguardante l’attività dell’AP nel periodo 2009-2015 e trasmessa al Ministero dell’Economia. La legge del 2013 sulla trasparenza prevede l’obbligo per le amministrazioni pubbliche di pubblicare “i rilievi non recepiti degli organi di controllo interno, degli organi di revisione amministrativa e contabile e tutti i rilievi ancorché recepiti della Corte dei conti”, ma l’ente ha eccepito che si tratti di una fase istruttoria (“sono in predisposizione le controdeduzioni”), sollecitando all’Anac un parere sull’obbligatorietà o meno della pubblicazione.
Il preludio al clamoroso ribaltamento di molte decisioni (la relazione conterebbe oltre 200 pagine) prese dall’ente negli ultimi 7 anni - solo recependo i rilievi degli organi di controllo, infatti, un’amministrazione pubblica si esime dall’obbligo di pubblicarli – o un banale escamotage per prender tempo?
IL COMMENTO
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