
Insieme a lui il collega Gianni Berrino, il presidente Giovanni Toti e l'assessore comunale Emanuele Piazza hanno incontrato i sindacati per 'ricucire' la rottura. Nell'incontro, intanto, è stato rimosso uno degli ostacoli emersi mercoledì: "È stato confermato - ha spiegato Berrino - che il Mise, al contrario di quanto sostenuto da società per Cornigliano, non ha posto alcun vincolo all'integrazione al reddito al 7,5%, per cui l'obiettivo è arrivare a un'integrazione al reddito del 10% con gli strumenti giuridici che individueremo lunedì".
Ora l'ipotesi al vaglio della Regione è quella di utilizzare, per finanziare l'integrazione al reddito dei lavoratori dell'Ilva, la legge regionale 30/2008 anziché quella nazionale sui lavori socialmente utili che presenta un tetto salariale giudicato "inaccettabile" non solo dai sindacati ma anche dallo stesso Rixi.
"Tuttavia, prima di arrivare al via libera da parte del consiglio di amministrazione di società per Cornigliano - precisa Rixi - vogliamo avere la certezza che l'operazione sia legittima e questo ce lo deve dire il Governo". Il timore, date le polemiche sollevate in particolare dal vicepresidente di Società per Cornigliano Stefano Bernini, è quello di un ricorso alla Corte dei Conti "che non solo metterebbe in difficoltà i nostri consiglieri all'interno del cda - spiega Rixi - ma anche gli stessi operai dell'Ilva. Non vorremmo mai che un giorno lo Stato chiedesse loro indietro quei soldi. È una situazione assurda, ma che ci costringe a garantire a noi e ai lavoratori una tutela totale".
IL COMMENTO
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