
C'erano i familiari, la moglie e i quattro figli, c'erano i colleghi della Bonelli, la casa editrice che edita Zagor, venuti con un pullman in massa, compresi Davide Bonelli e Moreno Burattini. C'erano tanti colleghi, alcuni illustri come Ivo Milazzo, Giancarlo Berardi, Carlo Chendi, per citarne alcuni. E c'erano tanti fan con la maglia rossa e l'Uccello tuono sul petto.
La scure di Zagor posata sul feretro ha vegliato sull'uomo "dalla vita splendida - lo ricorda il figlio Fulvio - ma semplice, mai amante della fama nonostante fosse conosciuto, ma molto amante della vita e della natura; un esempio di famiglia per noi".
E prima che le note della chitarra di Graziano Romani facessero commuovere tutti i presenti intonando la ballata "Darkwood" tratta da un cd interamente dedicato a Zagor pubblicato nel 2009 dallo stesso Romani, Moreno Burattini, sceneggiatore e curatore di Zagor, ha ricordato Ferri come "un secondo padre mentre Zagor un fratello maggiore".
"Io non sarei io senza di te; c'è stata una copertina (che Ferri disegnava personalmente) per ogni momento della mia vita. Ci mancherai ma noi andremo avanti", ha aggiunto. Nella chiesa anche i gonfaloni dei comuni di Recco, dove Ferri abitava, e di Rocchetta Vara, che ha offerto al disegnatore la cittadinanza onoraria ma che per problemi di salute non è mai riuscito a consegnargli.
IL COMMENTO
La scienza dei sondaggi: ecco come lavoriamo per raccontare la realtà insieme a Primocanale
La Costituzione, Salis in Lottomatica e la politica di cui non puoi fidarti