
Il centrodestra regionale aveva chiesto di portare a 34 il numero dei consiglieri per garantire la governabilità. Toti temeva che la superiorità numerica risicata (16 consiglieri a 15) potesse mettere a rischio il principio maggioritario garantito dalla legge elettorale, che assegna al vincitore delle elezioni la maggioranza automatica attraverso il premio di maggioranza.
Già allora i giudici si erano opposti chiamando in causa la spending review di Monti, che puntava proprio sulla riduzione delle assemblee legislative per tagliare i costi della spesa pubblica. Soddisfatto il Movimento Cinque Stelle, che anzi aveva chiesto di portare il numero a 30: "Oggi ha vinto la buona politica. Con questa sentenza è stata giudicata definitivamente inammissibile la richiesta di sottrarre seggi alle minoranze per garantire maggiore governabilità.
Il MoVimento 5 Stelle era stata la prima forza politica a denunciare una simile forzatura delle regole, costituendosi a proprie spese: unici consiglieri regionali, per altro, a scegliere questa strada.
"Ora anche un organo di rilievo costituzionale conferma che avevamo ragione - spiegano i portavoce pentastellati - Al di là degli aspetti tecnici e giuridici, questa sentenza ristabilisce un principio che il MoVimento 5 Stelle pone da sempre al centro di tutti i suoi programmi elettorali, in Liguria e non solo: il taglio ai costi della politica".
"Con questo scopo - fanno sapere i portavoce M5S - si era deciso, due anni fa, di ridurre a 30 il numero di consiglieri, in base a un rapporto proporzionale tra la popolazione ligure e i suoi rappresentanti in Regione. Aggirare questa norma avrebbe significato scardinare questo principio,facendo spendere ai cittadini centinaia di migliaia di euro ogni anno per pagare stipendi a consiglieri regionali non previsti dallo Statuto. Di più: aggiungere un seggio alla maggioranza, a discapito dell’opposizione – come chiedeva uno dei tre ricorsi iniziali – avrebbe significato sconfessare il voto espresso dagli elettori il 31 maggio scorso, in un rovesciamento della volontà popolare che evoca epoche e scenari cupi".
IL COMMENTO
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