
"L'Autorità viola la concorrenza. Fa pagare canoni che sono quattro volte quelli dei concorrenti", dice Prati. Il riferimento non è casuale: lui paga 13 euro a metro quadro, mentre Spinelli, suo ex vicino di casa ai tempi di Erzelli, ne sborsa solo 4. Una situazione "insostenibile", come testimoniano i 4 licenziamenti già effettuati e altre 11 persone a rischio.
Il caso è sfociato in una protesta davanti a Palazzo San Giorgio, sede dell'Autorità portuale, durante la riunione del Comitato. Uno scontro che dura dal 2006, quando il gruppo Spinelli ottenne subito la concessione per operare accanto al Vte, mentre la Nbt di Prati e soci ha dovuto aspettare altri quattro anni. Nel 2015 scade la concessione e l'Autorità concede solo una piccola proroga di sei mesi valida per i container vuoti. Promessi 33 mila metri quadri, che sono rimasti 10 mila. "Se ci dessero gli spazi dovuti potremmo investire e assumere, anziché licenziare", continua il terminalista.
La battaglia, nel frattempo, è già arrivata in tribunale. Prati chiede 2 milioni e mezzo di danni, argomentando che "l'Autorità Portuale ha violato le norme antitrust, applicando condizioni discriminatorie" e chiedendo di essere parificati agli altri concorrenti.
IL COMMENTO
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