
"A distanza di oltre 20 anni dal referendum del 1993 sull’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, il Partito Unico trovato il modo di aggirare quanto sancito dal voto popolare", attaccano i pentastellati in una nota. E così, i sostenitori di Toti sarebbero "un comitato d'affari", mentre quella di Paita è una lista "indecifrabile, oscura, priva di ogni riferimento specifico". Ce n'è anche per Rete a Sinistra, "l'ennesimo laboratorio politico nazionale pagato profumatamente da Sel".
I Cinque Stelle si propongono ancora come unica forza innovatrice: "È così che la vecchia politica ha portato il paese e la Liguria nelle sabbie mobili in cui siamo oggi, anteponendo gli interessi di pochi, ma ben pagati, alle reali esigenze del territorio e dei cittadini. Noi siamo entrati in Regione per rovesciare la piramide, ripartendo da concetti 'sovversivi' come partecipazione, trasparenza, autofinanziamento". I pentastellati dichiarano che la campagna per le regionali è costata poco più di 22 mila euro. "Un piccolo record di cui andiamo orgogliosi".
IL COMMENTO
La scienza dei sondaggi: ecco come lavoriamo per raccontare la realtà insieme a Primocanale
La Costituzione, Salis in Lottomatica e la politica di cui non puoi fidarti