cronaca

Nel mirino l'espansione delle riparazioni navali davanti alle case
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II Blue Print fa un nuovo passo avanti, ma dai Cinque Stelle arriva ancora un altolà. A Palazzo San Giorgio si sono incontrati il sindaco Doria, il commissario del porto Pettorino e il presidente della Spim Franciolini per firmare una convenzione su "nuovi approfondimenti urbanistici" tra Calata Gadda e Piazzale Kennedy, area interessata dal progetto di Renzo Piano. 

Ma sul nuovo waterfront disegnato da Renzo Piano i pentastellati vogliono un "dibattito pubblico partecipato e aperto alla cittadinanza". Anche perché al momento il Blue Print è "solo uno schizzo, una suggestione. Eppure c'è chi, come l'assessore Piazza, difende un progetto che ancora non esiste", attacca la consigliera regionale Alice Salvatore.

I pentastellati contestano soprattutto la parte delle riparazioni navali, criticata per il possibile impatto ambientale ancora più elevato di quello attuale. "Ben venga mantenere le riparazioni navali, ma deve avvenire in un luogo che non metta a repentaglio la salute degli abitanti. Perché, come ha spiegato l'Unione Europea, Genova è già in mora rispetto ai parametri consentiti dalla legge per l'inquinamento da biossido d'azoto. Basterebbe questo per definire non sostenibile il Blue Print così com'è stato disegnato, e ancor meno con l'ampliamento delle riparazioni navali in zona fiera".

"Una riflessione seria sul Blue Print può avvenire solo attraverso un vero dibattito pubblico - prosegue Salvatore - Esiste poi una procedura rigorosa da seguire: l'analisi costi-benefici, la Vas, ma anche Via e anche la Viias. Ieri, invece, Rixi si è limitato a parlare della sola Vas, ignorando o fingendo di ignorare strumenti di valutazione di competenza regionale e dimenticando che è stata la stessa Europa a sollecitarle meno di due mesi fa".