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La risposta al segretario provinciale: "Per Genova dobbiamo parlare di idee"
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Ripartire pensando alle alleanze? Per Simone Regazzoni è la strada migliore per candidarsi "a una meritata sconfitta". L'esponente del Pd genovese va contro Alessandro Terrile, segretario provinciale del partito, ed entra in scivolata nel dibattito interno sulle scelte per il futuro politico di Genova.

"Se pensiamo davvero di aprire la discussione sul futuro politico di Genova cominciando dal perimetro dell'alleanza ci candidiamo a una meritata sconfitta. Basta con questa assenza di idee condita con il lessico polveroso della vecchia politica. Dobbiamo dire che una fase si è chiusa. Dobbiamo delineare una visione nuova e forte di città, articolata sulla base di quattro, cinque idee chiave, a partire dalla sicurezza: tema fondamentale e ineludibile per la vivibilità delle periferie e del centro storico. Dobbiamo parlare di candidatura/e: perché la leadership fa la differenza. Ma soprattutto dobbiamo dire che serve un nuovo modo di governare Genova: idee chiare e precise sui temi chiave, da realizzare con decisioni veloci, senza attendere i tempi delle discussioni infinite. Genova muore di dibattiti inconcludenti. Genova vivrà se avremo il coraggio di prendere decisioni: soprattutto quelle difficili", scrive Regazzoni.

E ancora: "Ai cittadini, del perimetro dell'alleanza, non importa nulla. E a ragione. Certo, si parlerà di alleanze: ma non può essere il primo punto di un'agenda politica che voglia fare dell'innovazione e della capacità di costruire un rapporto con la cittadinanza la propria barra. Il Novecento è finito, caro Alessandro Terrile. Non possiamo parlare come una tribuna politica in bianco e nero degli anni Sessanta. E, aggiungo, non possiamo nemmeno utilizzare un momento di difficoltà del Pd per aprire un fronte interno sulla legge elettorale: l'Italicum, come ha detto il costituzionalista Stefano Ceccanti, esce rafforzato dal primo turno. Ritorniamo al futuro, e alla realtà. Prima di esserne travolti".