
"Con oltre 1 milione e mezzo di metri cubi, il progetto Erzelli - proseguono i due pentastellati - rappresenta la più grande movimentazione di terra nella storia della città, in cambio di scarsa occupazione, logistica lacunosa, desertificazione industriale nei luoghi dai quali sono state sradicate le aziende (Sestri Ponente e Sturla su tutte) e ricadute nulle o negative sull'indotto cittadino".
"Questo è quello che succede quando si impone dall'alto un progetto che nessun cittadino ha mai né potuto vedere né discutere e senza minimamente tenere conto dell'impatto ambientale della nuova area sulla città", affermano Salvatore e De Ferrari. "Il copione si sta ripetendo identico oggi con il Blue Print, dimostrando come la vecchia politica non abbia imparato dai propri errori e continui a seguire modelli di sviluppo economico che mostrano ovunque le proprie crepe".
"Oggi più che mai è arrivata l’ora di ascoltare i lavoratori e i cittadini e dare loro una risposta chiara. Bisogna tornare a sedersi intorno a un tavolo, Regione e aziende in testa, e rivedere - concludono - un progetto faraonico che sta lentamente tramontando".
IL COMMENTO
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