
Il cardinal Bagnasco, insieme al vescovo ausiliare di Genova Nicolo' Anselmi, ha accompagnato per un pezzo di strada i ragazzi tra selfie e preghiere.
"Cari amici - ha detto Bagnasco alla fine della messa - di fronte alle barbarie di questi ultimi giorni, voi siete una risposta permanente. Voi siete la speranza per la nostra Europa". E durante l'omelia aveva anche ricordato come "imparando a lasciarsi amare da Gesù si diventa capaci di quello che sembra impossibile".
La mattina per i giovani liguri, in particolare quelli delle diocesi di Genova, Chiavari e La Spezia era iniziata con la catechesi del cardinale Bagnasco: "Guardando questo fiume di giovani provo tenerezza perché avrete da lottare molto più di noi che ormai siamo più anziani, il mondo sta cambiando e non spesso in meglio. Tutti noi ma soprattutto voi giovani vivete in una bolla di falsità virtuale che ci vorrebbe far credere che i valori sono ribaltati, questa bolla è quello che il Papa chiama pensiero unico - e poi ha concluso - voi però avete una marcia in più perché nonostante viviate in questa bolla avete fiuto per le cose vere e belle".
Il cardinal Bagnasco alla fine della catechesi è rilassato, passa quasi 50 minuti a salutare uno a uno i "suoi" ragazzi, per tutti un abbraccio, una carezza, sembra conoscerli uno a uno e per la maggior parte è così, si informa sugli esami all'università, sulle fidanzate e i fidanzati, nel cortile della chiesa di Luborzyca, paese che ospita nelle famiglie parte dei liguri a 15 km da Cracovia. Bagnasco è uno di loro, uno di quei ragazzi entusiasti, felici che girano per Cracovia in questi giorni.
In serata il primo incontro, anche se virtuale, tra i giovani italiani e Papa Francesco collegato con la festa degli italiani: "La vita è piena di cicatrici, bisogna portare avanti le cose belle e brutte della vita. Tu vinci o ti vince la vita, la gioia ti sana"
IL COMMENTO
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