
Il commercio è il settore che vive la crisi più pesante con un saldo negativo di 181 imprese, 155 solo a Genova, seguito da trasporti (-70) e attività produttive (-65). Crescono i servizi alle imprese (+34) e agricoltura (+14). Migliora la situazione per le aziende "rosa". Le aperture hanno superato le chiusure di 83 unità. Soltanto Genova ha perso 13 imprese, mentre Imperia, La Spezia e Savona hanno registrato un aumento. Per le imprese giovanili il saldo sale a +487 e per le straniere a +242.
"La crisi c'è ancora. Non ci sono segnali significativi di un'inversione di tendenza. Finché non ripartono i consumi la situazione non cambia, e siamo ancora lontanissimi". Paolo Odone, presidente della Camera di commercio di Genova commenta così i dati di Unioncamere sull'andamento delle imprese liguri nel secondo trimestre del 2016.
A Genova il tasso è negativo, con la perdita di 293 imprese, ma solo se si considerano le cessazioni d'ufficio, al netto invece le nuove aperture superano le chiusure di 416 unità. Crescono anche Savona con 131 imprese in più, Imperia (146) e La Spezia (133).
DATI PROVINCIALI - I settori che a Genova hanno registrato il saldo negativo più consistente sono il commercio (-155), le costruzioni (-72) e il manifatturiero (-64).
A Imperia il commercio ha perso 15 imprese ma hanno guadagnato le costruzioni (+19), i servizi alle imprese (+13) e le attività professionali, scientifiche e tecniche (+10).
A Savona bilancio positivo per le imprese turistiche (+17), seguite dai servizi alle imprese (+8) e dalla costruzioni (+7).
Alla Spezia il commercio ha perso 11 unità, in attivo invece i servizi alle imprese (+16) e le costruzioni (+13).
IL COMMENTO
La scienza dei sondaggi: ecco come lavoriamo per raccontare la realtà insieme a Primocanale
La Costituzione, Salis in Lottomatica e la politica di cui non puoi fidarti