
L'operazione denominata "Opulentia" ha fatto scoprire grazie alla collaborazione della Sovrintendenza Archeologica della Liguria anche reperti romani: un vaso funebre del IV-III secolo a.C., una statua in marmo di Carrara del I secolo d.C. che potrebbe ritrarre un personaggio di rango imperiale o una divinità e infine una statua in marmo colorato che sarebbe una rara copia della "Artemis Braschi" raffigurante la dea Arteide, del I sec d.C. Appurato anche il contrabbando aggravato di due grandi dipinti a olio di fattura francese, raffiguranti dei putti, con preziose cornici in legno del secondo Settecento.
Il proprietario non ha fornito prove sulla legittima provenienza dei reperti. È scattata la confisca dei reperti archeologici e dei dipinti francesi. L'imprenditore è stato denunciato per le condotte punite dal codice dei beni culturali, dal codice penale e dal codice doganale con la contestazione anche di diritti doganali evasi per oltre 23 mila euro. Un recupero di patrimonio culturale che rappresenta un risultato importante nell'interesse del Paese, hanno spiegato gli investigatori.
IL COMMENTO
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