
"Ericsson si sta concentrando sulle opportunità derivanti dai forti investimenti sulla banda ultralarga da parte del Governo mentre, contestualmente, delocalizza la forza lavoro all'estero e licenzia" afferma il sindacato rilevando che "la politica e le istituzioni sono state incapaci di agire sulla multinazionale svedese".
"Lo scorso 29 giugno il presidente Giovanni Toti ha dichiarato pubblicamente di aver avuto un colloquio con il ministro Carlo Calenda, il quale lo avrebbe rassicurato su un incontro a breve con le parti interessate. Peccato che tale incontro non si sia mai concretizzato e che l'impegno del presidente si sia limitato ad una dichiarazione di intenti", afferma Cgil sottolineando che lunedì "sindacato e lavoratori, saranno ancora una volta presenti al ministero del Lavoro dove potrebbe terminare l'iter previsto dalla legge nei casi di licenziamento collettivo dando la possibilità all'azienda di inviare le lettere di licenziamento. Ecco perché un intervento del governo sarebbe più che mai necessario ed auspicabile".
"Sul caso Ericsson la preoccupazione della Cgil è giusta. L'incontro col governo fissato per il 29 agosto dev'essere di carattere tecnico e non deve attivare le procedure di licenziamento". Lo affermano Mario Tullo, deputato Pd e Giovanni Lunardon, consigliere regionale del Pd secondo il quali "è necessario che Ericsson partecipi a un tavolo alla presenza del Mise non per discutere della gestione degli esuberi, ma per parlare del progetto industriale del gruppo in Italia e in particolare a Genova, dove la presenza di Ericsson è legata allo sviluppo del parco tecnologico degli Erzelli attraverso un accordo di programma".
IL COMMENTO
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