politica

Alla Festa de l'Unità: "Reato di tortura? Dico sì, al G8 io c'ero"
2 minuti e 9 secondi di lettura
"Il Pd va fondato, non rifondato, perché il partito che volevamo non è mai nato". È un'ammissione forte, quella di Andrea Orlando, ministro della giustizia e spezzino di origine, arrivato a Genova per la Festa de l'Unità che proprio nella giustizia ha il suo tema centrale. E a chi gli chiede se il partito vada un po' ripreso per i capelli, lui risponde che "abbiamo sbagliato fin dall'inizio".

"Quasi la metà del nostro partito sul territorio è commissariato - dice Orlando la dialettica interna è più forte di quella con l'opposizione, la selezione della classe dirigente avviene con criteri casuali. Non è colpa degli ultimi mesi di Renzi, abbiamo sbagliato dall'inizio, la costruzione del Pd va messa al centro, i militanti non devono più essere chiamati in causa solo per le primarie, dobbiamo creare più occasioni di partecipazione".

Una rifondazione che, secondo Orlando, passa per il sì al referendum: "Penso che in fondo ci sia un legame ideale tra la vittoria del sì alla riforma costituzionale e la costituzione di nuovi partiti, nella quale noi come Pd dobbiamo fare la nostra parte". Continua il guardasigilli: "Non è la forza che sa stare sul territorio che noi avevamo auspicato. E' un grande soggetto democratico, il più importante del nostro scenario politico ma non è ancora la forza per cui ci eravamo battuti al momento della sua nascita".

E mentre si fa l'ammenda del partito in una festa disertata da Renzi, ecco riaprirsi le spaccature interne. Stavolta sul tormentone referendum: "La Costituzione serve anche per fare il pane, non c'è la Costituzione da una parte e il pane dall'altra, chi lo sostiene fa un ragionamento agghiacciante", replica Orlando a Pier Luigi Bersani, anche lui a Genova il giorno precedente. 

E ancora: "Chi sostiene che non si mangia pane e Costituzione sbaglia, è un ragionamento fatto anche durante la Costituente con il Paese sotto alle macerie e le pause dei costituenti alla mensa della Croce rossa, lo faceva il movimento de l'Uomo qualunque che raccoglieva le spoglie del partito fascista". 

Poi spazio ai temi della giustizia. E nella Genova ferita dai fatti del 2001, Orlando afferma: ''Il reato della tortura deve essere introdotto nel nostro ordinamento, mi ricordo cosa è successo nelle giornate del G8 di Genova, io c'ero". Un reato che "va introdotto per due ragioni: sanzionare i comportamenti che oggi non sono puniti e rispettare la richiesta che la Corte europea dei diritti dell'uomo ci pone".