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Verso la consultazione popolare /12
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Con il referendum costituzionale di novembre 2016 si va a votare a favore o contro la riforma Boschi-Renzi. Perché votare Sì e perché votare No? Proseguiamo con il "manifesto" di Donatella Albano, senatrice Pd

Gentile Direttore,

colgo l'invito che ha rivolto ai parlamentari liguri ad esprimersi sulla scelta che sosterranno al Referendum costituzionale del prossimo novembre e ringraziandola per l'opportunità che ha dato a tutti i rappresentanti dei cittadini liguri presso le Camere, inizio col confermarle che il mio sarà un convinto "Sì".

"Sì" perché il nostro Paese deve avere un Parlamento dotato di strumenti decisionali più rapidi ed efficaci per approvare leggi che sappiano rispondere alle esigenze che i nostri tempi richiedono. A rapidi cambiamenti economici e sociali globali dobbiamo saper far fronte con maggiore prontezza, e con maggiore precisione a riguardo alla ripartizione delle competenze legislative.

La necessità della revisione della II parte della Costituzione non è una novità degli ultimi anni: è dal 1983 con la cosiddetta bicamerale Bozzi, e poi nel 1993 con la bicamerale Iotti-De Mita, poi solo Iotti, e infine con la bicamerale guidata da D'Alema, che si tenta il superamento del bicameralismo perfetto, la riduzione del numero dei parlamentari e una precisa ripartizione delle materie di competenza legislativa tra Stato e Regioni.

Curioso che nel fronte del "No" ci sia chi gridi al rischio di attribuzione di troppo potere nelle mani del Presidente del Consiglio dei Ministri quando in passato aveva proposto e sostenuto il semipresidenzialismo.

Trovo inoltre corretto e rispettoso della volontà degli elettori che chi vinca le elezioni possa portare a compimento il proprio programma elettorale, senza incappare in "paludi" prodotte dalle minoranze che invece che vigilare e avere la funzione di proporre miglioramenti a quanto proposto dalla maggioranza, spesso traducono la loro attività parlamentare in mero ostruzionismo per calcolo politico ed elettorale. Per questo trovo opportuno che nella proposta di modifica costituzionale oggetto del referendum, venga ridotto il ricorso ai decreti legge e che venga data priorità ai DDL del Governo per l'attuazione del programma.

Al contempo con il "Sì" verrà data maggiore voce ai cittadini grazie ai tempi certi per la discussione delle leggi di iniziativa popolare e grazie all'introduzione del referendum propositivo e di indirizzo.

Concludo con un appello ai cittadini: a novembre non si voterà a favore o contro questo Governo, ma sulla riforma della II parte della Costituzione Italiana. Il potere di sciogliere anticipatamente le Camere e tornare al voto, oppure di conferire un nuovo incarico per formare un Governo spetta al Presidente della Repubblica, e continuerà ad essere così. Occorre andare a votare al referendum tenendo presente che si voterà nel merito di questa riforma, non per dare altri segnali e produrre altri effetti. Chi fa propaganda trascendendo dal merito di questo referendum non è intellettualmente onesto, e abbiamo appena visto in Gran Bretagna i frutti di una propaganda basata su false promesse e premesse.

A novembre abbiamo l'occasione di cambiare il nostro Paese, non sprechiamola.