
"I numeri dell'organico sono drammatici", spiega Stefano Giordano, coordinatore ligure di Usb - Vigili del fuoco. Quando inizia a esporre le cifre, lo scenario che dipinge è preoccupante: "In provincia di Genova ci sono solo 63 vigili del fuoco, tutti disponibili 24 ore su 24. Su Savona siamo 30, a Imperia 23 e alla Spezia 20. In questo contesto non è possibile continuare a sopravvivere".
Tagli su tagli, ed ecco il risultato. Con un fardello sempre più pesante di anni sulle spalle, merito del continuo innalzamento dell'età pensionabile, che porta la media dell'organico a 50 anni. Non male per chi ogni giorno ha a che fare con autoscale, estintori e respiratori automatici, quando invece non si tratta di alluvioni o sostanze inquinanti.
Alle polemiche in Regione sul mancato rinnovo della convenzione coi vigili del fuoco, che garantirebbe risorse per 300 mila euro, Giordano risponde: "Quella servirebbe a tamponare. Ma a me fa ridere quando la politica si indigna. Dovrebbe invece prendere atto che in questo Paese non esiste prevenzione". Perché, se in Liguria la situazione è esplosiva (una caserma ogni 300 chilometri quadrati), a livello nazionale non va certo meglio.
"I vigili del fuoco sono sempre stati lasciati in un angolo", aggiunge Giordano. Accuse che poi si allargano alla gestione delle emergenze su larga scala: "Serve una riforma seria, dobbiamo lavorare in sinergia. Se no succede come nel caso dell'ultimo terremoto, dove c'erano soccorritori in fotocopia senza nessun coordinamento. I cittadini devono capire chi sono i professionisti del soccorso".
IL COMMENTO
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