
Così la sfida di domenica alle 12,30 a Bergamo è partita dai significati profondi e dal punto di vista della classifica d’alta quota, non ditelo a loro due ma è da Europa. Gasperini al Genoa deve molto e quindi anche a Preziosi. È cresciuto qui quando c’era chi diceva che non avrebbe mangiato il panettone. Invece ha portato i rossoblù in serie A e poi ha sfiorato la qualificazione in Champions con una grande squadra. Ha fatto ottime stagioni ha lanciato giocatori sconosciuti e aveva riportato Perin e compagni in Europa. Lì si è rotto qualcosa e l’idillio è finito.
Gasperini all’Atalanta ha riportato i tifosi allo stadio, sta lanciando parecchi giovani e gioca bene: “Il Genoa? Bello e tosto, l’ho visto benissimo e al derby a tratti ha dominato e poi l’autogol di Izzo. Proprio una cavolata sfortunata che ha deciso la partita. Quella di Ivan è una buona squadra, l’ho seguita parecchie volte. L’Atalanta? Ora ci credono tutti e lancero’ altri ragazzi, si lavora bene. Non è stato facile ma sono contento”.
Col passato capitolo chiuso anche se a questo ambiente si sente ancora legato per affetto e per amicizie. Ma niente partita del cuore. Così farà Juric scelto dal presidente per una successione pesante. Piena fiducia e l’inizio è da favola. Ora l’allievo potrebbe superare il suo maestro. Il Genoa viaggia ad alti ritmi e senza qualche decisione arbitrale molto dubbia chissà dove sarebbe. Preziosi sorride. E’ un “diavolo”. Due allenatori scelti, entrambi lassù quasi in cima alla classifica. Bisogna avere coraggio e intuito. Anche lui ha già vinto perché cambiare non era facile.
IL COMMENTO
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