![](https://www.primocanale.it/materialiarchivio/immagininews/20161102181629-tartaruga2.jpg)
Dopo lunghi mesi di attenzioni e particolari cure all’interno delle strutture speciali presenti nell’Acquario genovese ‘Savona’ è tornata oggi a nuotare libera nelle acque dell’Area marina protetta di Portofino. La cerimonia si è svolta alla presenza della capitaneria di porto e al personale del corpo forestale che si è preso cura dell’animale. Prima del rilascio, l’esemplare è stato marcato, attraverso una targhetta applicata alla pinna sinistra che consente, qualora l’animale venga riavvistato, di acquisire dati preziosi sulla biologia e sul comportamento di questa specie quali ad esempio il tasso di crescita, le direttrici migratorie nel Mediterraneo e transoceaniche. L’Acquario di Genova collabora da anni con l’ufficio Cites del Corpo forestale dello Stato impegnandosi in un’attività di recupero e di pronto soccorso di tartarughe marine in difficoltà con l’obiettivo di curare, riabilitare e reinserire in natura le specie soccorse.
Spesso le tartarughe vengono avvistate a pelo d’acqua. In questo caso non significa che si trovino in difficoltà. Essendo rettili hanno bisogno di calore e di ossigenarsi quindi risalgono in superficie. Solo in caso di evidente difficoltà deve essere avvisata la Capitaneria diPorto o il Corpo forestale dello Stato, servizio Cites, organo che coordina a livello nazionale l’applicazione della Convenzione di Washington che ha come obiettivo principale la tutela delle specie animali protette.
IL COMMENTO
Torna “Ti ricordi?”, quando la memoria racconta la storia recente di Genova
Cassinelli alla Suprema Corte, onore anche per Genova liberale