
"Certo ora non diciamo che Carignano è diventato il bronx, ma il problema c'è e abbiamo preso l'iniziativa". A muoversi è Claudio Garau, già attivo a Sarzano e dintorni, ora portavoce di un gruppo di cittadini molto preoccpati. Prima la rapina in casa di un notaio, con un maxi bottino da 50 mila euro. Poi un colpo in panificio, col vecchio metodo del piede di porco. Un furto in un negozio di prodotti per la casa col metodo del 'buco' nel soffitto. E sabato è stato colpito anche un chiosco.
Le dinamiche sono al vaglio degli inquirenti. Il sospetto, più o meno fondato, è che in zona sia attiva una banda di stranieri dediti ai furti. "Abbiamo già preso contatti con le autorità competenti per avere un servizio d'ordine in più. Chiediamo telecamere di sorveglianza il ripristino del carabiniere di quartiere, come c'era una volta", dice Garau. La sensazione di insicurezza è diffusa, perché "in questa situazione di crisi anche un lucchetto rotto può essere un problema per i negozianti". E alle porte c'è il Natale, periodo strategico per il commercio.
Sotto accusa c'è, ancora una volta, il Comune. "Non vorremmo che ai residenti di Carignano capitasse la stessa disavventura di quelli di Struppa, rimasti senza videosorveglianza benché autotassati", sospira Garau. Con una nota di amara ironia: "Più che alle telecamere si pensa alla filodiffusione musicale, come ai Giardini Baltimora. Saremo più lieti di essere rapinati sulle note del capriccio in do minore di Paganini".
IL COMMENTO
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