
Rimettere in scena un lavoro indissolubilmente legato alla indimenticabile interpretazione del più grande comico dialettale genovese può apparire un azzardo ma lo spettacolo, prodotto dallo Stabile genovese e dal Progetto Urt in collaborazione con il Festival di Borgio Verezzi, ha invece pienamente convinto grazie alla verve di una compagnia brillante e ben organizzata.
Jurij Ferrini, regista e protagonista, ha avuto il merito di non voler 'rifare' Govi: nel rispetto del testo e delle gag dell'illustre comico genovese ha dato al personaggio di Steva una propria impronta personale, rendendo attuale e moderna la maschera del marito tiranneggiato. C'era dunque Govi nella sua lettura come reinterpretazione autonoma e personalizzata.
Orietta Notari è stata una Giggia strepitosa: grinta, carattere, duttilità espressiva, ha reso omaggio all'arte di Rina Gajoni moglie di Govi nella vita e nella commedia. Bene anche tutti gli altri a iniziare dalla cameriera Claudia Benzi, senza dimenticare Arianna Comes, Stefano Moretti, Rebecca Rossetti, Matteo Alì, Angelo Tronca, Fabrizio Careddu. Spettacolo da non perdere, repliche fino al 5 gennaio.
IL COMMENTO
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