Futuro di Ilva entro febbraio piano industriale: "Ma i posti di lavoro non si toccano"
Le preoccupazioni di Bruno Manganaro, segretario Fiom Cgil Genova
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“Siamo all’annuncio dell’affitto per una possibile vendita: non è chiaro il piano industriale e cosa succederà per i lavoratori. Deve essere chiaro un punto: a Genova non sarà accettato neppure un esubero, vale sempre l’accordo di programma”. Le parole sono di Bruno Manganaro segretario genovese della Fiom Cgil perché il futuro dell’Ilva sta tornando nuovamente d’attualità ed entro febbraio potrebbe materializzarsi il piano industriale delle due cordate. La prima è composta dagli indiani di Jindal più il colosso italiano che fa capo a Giovanni Arvedi, mentre la seconda è formata da Mittal e dal gruppo Marcegaglia. Si entra nel vivo perché è stato presentato, o meglio consegnato, il piano ambientale ai due soggetti che ora lo studieranno, faranno eventuali osservazioni prima di riconsegnarlo e parallelamente dovranno mettere nero su bianco anche il piano industriale. “
Il problema – spiega Manganaro - è che loro vorrebbero procedere ad un ‘affitto’ di Ilva per 18 mesi prima di definire l’acquisto. Senza dimenticare che la questione degli esuberi sarebbe, secondo le due cordate, di competenza del governo. Ci sono troppi punti interrogativi su tutta la vicenda e noi vogliamo chiarezza ricordando a tutti che nessun posto di lavoro a Genova dovrà essere messo in discussione” . E i rumors parlano di cinquemila esuberi tra tutti gli stabilimenti del gruppo Ilva in Italia.
IL COMMENTO
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