
"Nel 2010 Elliott Erwitt ha messo mano al suo archivio in gran parte custodito presso l'agenzia Magnum di cui è membro dal '53 e con tre collaboratori ha selezionato 500 mila negativi per scegliere 500 immagini - spiega Biba Giacchetti - Guardando questa mostra bisogna tener presente che negli anni '40 e '50 il colore era costosissimo e obbligava il fotografo a servirsi di un laboratorio, mentre il bianco e nero dava la padronanza totale del mezzo".
Dalla coppia anziano-bambino in bicicletta in Provenza (1955) alle nozze in Siberia ('67), dalle prostitute di Amsterdam ('68) alle bellezze al bagno in Costa Azzurra come a Miami, le immagini scandiscono la vita di provincia anche se spuntano qui e là un Bob Kennedy o un Fidel col Che a Cuba.
"Tutto è serio - una frase del maestro riportata nell'allestimento - ma può anche non esserlo". A chiusura della mostra prodotta da Civita Mostre, si attraversa la sezione 'The Art of Andrè S. Solidor' che ironizza sull'arte contemporanea e infine due spezzoni di film ricordano che Erwitt ha passato parecchio tempo su set cinematografici ed è finito lui stesso dietro la cinepresa: sono le tranche di un documentario sulle majorette di Kilgore (Usa) 'Beauty knows no Pain' (1971) e di una serie degli anni Ottanta 'The great pleasure Hunt', su come i ricchi passano il tempo, ad esempio facendo polo a cavallo di un elefante in Nepal.
IL COMMENTO
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