
Sono circa 2000 le imprese artigiane che hanno sede sul comune di Savona, in molti casi con una struttura vicina al concetto di bottega, nel quale il laboratorio e lo spazio di vendita coesistono.
“L’artigianato è caratterizzato dalla bottega: l’ambiente in cui prendono vita i prodotti è visibile e spesso coincide con quella di vendita. Tale doppia realtà, in materia di calcolo Tari, porta, in alcuni casi, a dover individuare i due ambienti che sono soggetti a un’aliquota diversa; ci sono, inoltre, alcune professioni artigiane inserite in categorie nella quali esse vengono equiparate erroneamente a realtà aziendali profondamente differenti” spiegano da Confartigianato “ La riduzione dell’ imposta voluta dall’ amministrazione Caprioglio è senz’ altro un punto importante, un segnale per la città e per le imprese che in essa operano, per la nostra associazione che, in tempi di campagna elettorale, ha chiesto di alleggerire il peso delle imposte sulle imprese e, laddove possibile, la neo giunta ha mantenuto le promesse.” Ieri Confartigianato ha incontrato l’assessore al Bilancio Silvano Montaldo per un confronto proprio in materia di Tari: “La riduzione della Tari è il segnale che l’associazione e l’amministrazione possono lavorare a quattro mani per le imprese” dichiara Montaldo che continua “Per il 2018 cercheremo di rivedere la suddivisione delle attività per una distribuzione dell’imposta il più possibile equilibrata e proporzionate sulle varie attività produttive artigiane.”
Confartigianato ha individuato sulla tabella delle tariffe la necessità di ridisegnare le categorie. Risulta, infatti, che alcune attività siano equiparate ad altre che per natura sono lontane dalla produzione di rifiuti: a titolo di esempio supermercati rispetto a panetterie e pasta fresca, bar rispetto a pasticcerie.
IL COMMENTO
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