
In due box che aveva in uso erano stati trovati 26 chili di hashish, 8 di marijuana, 1,1 kg di cocaina, oltre 7 chili di sostanze chimiche simili all'ecstasy e 18 mila euro in banconote false. Nei due garage, però, l'ultrà teneva anche proiettili, due pistole con matricola abrasa e silenziatori. Masala non ha mai detto a cosa servisse l'arsenale e di chi fosse ma oggi, al termine del rito abbreviato, ha iniziato a parlare facendo riferimento a altre ipotetiche persone. "Loro - ha detto in aula - mi hanno detto di tenerle".
Le indagini proseguono per risalire a queste ipotetiche persone indicate da Masala. Il sospetto degli inquirenti è che il tifoso, difeso dagli avvocati Stefano Sambugaro e Davide Paltrinieri, fosse l'armiere di una organizzazione criminale o comunque di un gruppo organizzato. Nel corso delle indagini, gli agenti avevano piazzato le telecamere nei box e alcune volte avevano effettuato sequestri di droga di nascosto per vedere se si tradisse al telefono.
IL COMMENTO
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