
La forza e il radicamento della Cisl nell'area metropolitana è rappresentata anche dai numeri: 56.000 iscritti (60% categorie degli attivi, 40% pensionati). 19 federazioni di categorie, tantissime sedi nel territorio con importanti ulteriori nuove aperture negli ultimi mesi (Chiavari a ottobre scorso e poi a Sestri Ponente nelle prossime settimane).
Una lunga relazione per delineare il volto della Superba, oggi e domani. Parole chiare e precise pronunciate con cuore , passione e concretezza.
Uno sguardo profondo che abbraccia presente e futuro, sottolineando le principali emergenze su cui bisogna intervenire in fretta: “Il progresso tecnologico non si può fermare. Tutto il lavoro deve diventare 4.0 ma bisogna investire sulle persone, sulle risorse umane, nell’impresa, negli impianti e non sulla finanza che ha creato quello che ha creato. Rimettiamo al centro della nostra azione le fasce più deboli, l'etica del lavoro e le persone che lavorano. Bisogna lavorare sull'occupabilità di questi ragazzi. La disoccupazione giovanile, gli esclusi dalla cittadella del lavoro, sono emergenze di cui dobbiamo farci carico anche noi, insieme alle associazioni datoriali”, spiega Maestripieri. Vuole che il sindacato “ sia percepito come “partner di sviluppo” anche da chi preferirebbe non averci tra i piedi. Fare sindacato nel 2017 vuol dire non perdersi in questioni ideologiche, agire per creare le condizioni che favoriscano la nascita di nuovi posti di lavoro attraverso nuove opportunità di sviluppo”.
E su Genova sottolinea due aspetti fondamentali : la crisi demografica e la fuga dei giovani dalla città. È necessario e urgente che Genova decida cosa vuol fare da grande per conquistare un ruolo di traino in Italia e nel Mediterraneo.
Dietro l’angolo le elezioni amministrative, un invito al nuovo sindaco: “Serve un'azione incisiva per invertire il trend demografico”. E vede la Genova del futuro con tante anime Puntare su più settori economici non costituisce un limite o una mancata scelta, semmai la vera sfida consiste nel creare condizioni di compatibilità e sostenibilità per lo sviluppo armonico delle diverse attività”. In questo senso lancia un ultimo appello ad Autorità portuale, Regione e Comune: “Devono impegnarsi insieme a noi per incentivare l’insediamento di nuove realtà produttive in tutte le aree dismesse, a cominciare da quelle Piaggio”
IL COMMENTO
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